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Teoria della creazione

Dio creò l’uomo a sua immagine: a immagine di Dio lo creò maschio e femmina li creò. Da "Genesi". Bibbia

L'Iranya-garbha, l'Uovo cosmico della fertilità da cui ha avuto origine il mondo; si divide in regioni e correnti di energia. L'Unità Originaria dell'Assoluto, rappresentata simbolicamente da una pietra a forma di lingam; (simbolo maschile della fertilità).

In tale nome è implicita la simbolica associazione della creazione con il Sole e la sua Luce, e, conseguentemente, con le acque primordiali dalle quali sorse la Vita. In tal modo, l'idea di un "Caos" primordiale, cioè quando "non c'era né ogni cosa né il Nulla" (Rig Veda, 3, 129) venne interpretata nella Chandogya Upanishad, 3, 19 nel senso di una Esistenza o Non-Essere (Brahman), che divenendo "Essere", assunse la forma simbolica di un uovo d'oro.

The fertilized world-egg, dividing into regions and currents of energy
Rajasthan, 18th century. Gouache on paper 11x17 in.
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Hiranya-garbha "Il Grembo d'oro"

Le striature rosse simboleggiano l'energia femminile che si sta separando in due parti, una d'argento e una d'oro, e la prima divenne la terra, la seconda il cielo, mentre ciò che rimaneva si mutò in fiumi, mari e nuvole

uno dei vari nomi di Dio, l'origine di ogni manifestazione, di ogni specie di vita, umana e divina (Rig Veda, X.121, 1). E' La Sorgente dell’ Essere Supremo, l'Energia Creatrice simboleggiata dal sacro simbolo OM.

Il centro nel quale è racchiusa la principale Divinità

L'Iranya-garbha, inoltre, è considerato in India il Sancta Sanctorum, il santuario più interno del tempio indiano. Poiché tutto ciò che esiste è derivato da questo luogo originario di energia cosmica, esso costituisce il centro di incommensurabile potenza da cui deriva la manifestazione dell'Essere Divino, dell'Assoluto e del Sé nell' individuo.

Osserviamo l’attualità del pensiero filosofico che volava alto già migliaia di anni fa espresso in una moderna sintesi delle filosofie e religioni più antiche del mondo, che ne mette in risalto la sostanziale identità. Una filosofia “nascosta” per secoli agli occidentali, che solo da circa cento anni hanno iniziato finalmente a confrontare e integrare con i loro più profondi insegnamenti, alla ricerca del superamento delle barriere culturali, ideologiche, scientifiche e religiose.

In tale investigazione, quindi, cerchiamo di evidenziare gli specifici "Punti di Vista filosofici" dei Veda (i sei sistemi ortodossi della Filosofia indiana), in relazione alle scoperte scientifiche della moderna Fisica quantistica; una sintesi realizzata tenendo conto dei principi fondamentali di base dell’ Eterna Samskruti (Cultura Vedica), delle Intuizioni e Rivelazioni dei Grandi Saggi e Veggenti del passato.

Dalla "Bhagavad Gita" (testo sacro indiano)
I seguenti versi spiegano le origini della Creazione:

(IX,1O) attraverso di Me la natura, cui sono preposto,
genera l’Universo. Questa è la ragione, figlio di Kunti, per la quale l’Universo esiste.

(XIV,3) Il Supremo Brahma è la Mia matrice, in esso Io depongo il seme, da questo o Bharata si generano tutte le cose. (XIV,4) Quali che siano le forme prodotte da qualsiasi matrice, o Kaunteya, il Supremo Brahma e Io sono il Padre che depone il seme.

(XV,7) Un eterno frammento di Me, (il Sé individualizzato) divenuto nel mondo dei mortali un anima vivente, attira a se i cinque sensi e la mente, come sesto organo. Essi trovano il loro fondamento in Prakriti, la natura.

(XV,9) Usando l’orecchio, l’occhio, il tatto, il gusto, l’odorato con la facoltà della mente entra in contatto con gli oggetti dei sensi.

L’UNO e soltanto l’Uno esisteva: Brahman. I Veda Lo chiamano Parmanu, che la scienza identifica ora come atomo. dall’Uno si manifestò l'Eros divino, l’Amore, il primo seme dell’anima: il desiderio dell’ Uno verso i molti. La Sapienza trovò il legame di unione tra l’ essere e il non essere.

Dall’Uno emersero tre attributi energetici:
SATHWA, (la Jnana Shakti) l’energia della saggezza, simboleggiata da Brahmà: il Creatore, che la fisica moderna chiama neutrone;
RAJAS, (la Karya Shakti) simboleggiata da Vishnu: il Sostenitore, che la scienza chiama protone;
THAMAS, (la Dravya Shakti) rappresentata da Maheswara, Shiva: il Trasformatore, colui che annienta ogni illusione.

La fisica moderna lo chiama elettrone.

Nataraja - La Danza Cosmica di Shiva

Queste energie si impegnarono nella gigantesca Danza Cosmica, la Vibrazione Cosmica venne in essere la Fonte del Suono. Dal Nada Brahma sorse lo Shabda Brahma: OM, il Suono Primordiale; il suono di Brahman, il Creatore.

Il ritmo della gigantesca danza divenne sempre più violento e anche il suono. L’Universo riecheggiò della risonanza dell’OM, causando quella violenta esplosione primordiale, che la scienza chiama “Big Bang”, paragonabile all’esplosione di un milione di bombe atomiche.

La fisica moderna ha ora compreso che questa vibrazione, manifestata come suono primordiale, non è influenzabile né dal
tempo, né dallo spazio ed è all’origine dell’Universo.

Dall’esplosione vennero prodotti i Varnas, aspetti diversificati dell’energia: Shakti, l’energia cosmica; Nada, il suono; Mahamaya, la reazione e Vyoma, l’etere. Queste, secondo la scienza moderna, sono paragonabili alla Forza Nucleare Forte per la Shakti, alla Forza Elettromagnetica per Nada, alla Forza Nucleare Debole per Mahamaya, alla Forza Gravitazionale per Vyoma. Da Brahman, il Creatore scaturirono tutte queste energie e l’ intero Universo:

i pianeti, la luna, le stelle, le galassie come un unico armonico insieme. Una dinamica ragnatela cosmica che cresce e cambia continuamente. Dopo 5.000 anni anche la fisica moderna riconosce che: l’Universo è una dinamica struttura di eventi interrelati tra loro, nessuno dei suoi componenti è fondamentale, è viva, cresce e si trasforma incessantemente. Tra miliardi e miliardi di galassie che nacquero venne in esistenza la galassia chiamata “Via Lattea”,

con una piccola stella gialla in grembo: il Sole.

Accadde che proprio tra una di queste, tra 4 miliardi di stelle della Via Lattea, nascesse il Sole. Ciò fu provocato dall’esplosione di una stella in movimento in quello spazio. L’effetto d’urto causato dall’enorme deflagrazione, provocò la formazione del Sole.

Ma una piccola quantità di materia stellare si addensò formando degli anelli attorno al Sole e da questa si formarono i pianeti, si formò il Sistema Solare ove la nostra Terra vi è inserita in un mirabile equilibrio che ha permesso la Vita!

Il risultato del primordiale desiderio “dell’Uno di essere i molti”, furono i Pahchabhuta, i 5 elementi: Akasha, Prana, Agni, Apaha, Prithwi. La scienza li definisce: Etere per Akasha, Aria per Prana, Fuoco per Agni, Acqua per Apaha, Terra per Prithwi. Da questi elementi attraverso una miriade di primitive forme di vita nacque un moderno uomo pensante con una sua Verità interiore: l’ATMA.

Il meraviglioso Pianeta Terra perfettamente collocato nel Sistema solare in perfetto equilibrio per consentire la nascita e l'evoluzione della vita di una moltitudine di specie di esseri.

Dalla Verità dell’Universo: il Brahman, è chiara l’evidenza scientifica che afferma come ogni singolo atomo del corpo umano, della Terra e del Sole sia nato dalla stessa Essenza. Un’unica Famiglia: il Sole è il padre, la Terra è la madre e i figli sono l’intera umanità.

L’Uno pervade tutti gli esseri.Tutto ciò che nasce è l’Uno.

La Danza Cosmica di Shiva, che rappresenta la danza dell’elettrone, continua a sostenere il ritmo perpetuo dell’Universo. Il flusso incessante dell’energia pervade un innumerevole varietà di modelli che si fondono tutti nell’Uno: Brahman. Il Supremo Tutto, senza principio, oltre ciò che è e ciò che non è.

Il mezzo attraverso il quale lo Spazio Universale (Akasha) può essere conosciuto è il Suono della parola. All'inizio c’era il Verbo. Il Verbo divenne oggetto, si è incarnato, concretizzato nella manifestazione cosmica e terrena.

Per tale ragione noi parliamo, quindi, dell’Oggetto dell'esistenza come di “pada-artha” dove “pada” vuol dire parola e “artha” vuol dire scopo. L’oggetto è lo Scopo per il quale la parola è stata pronunciata, questo perché è il significato che dà valore alla parola.

La parola “Dio” l'Assoluto, l'Infinito, infatti, è anch’essa l’indicazione che vi è “pada-artha” cioè che la parola ha uno scopo preciso, ossia che Dio esiste...si adduce, quindi, che se Dio non ci fosse, la parola ‘Dio’ non sarebbe mai nata ne’ sarebbe di uso comune.

I Grandi Saggi, circa questo punto ribadiscono:

Tu puoi vedere o non vedere Dio, ma la parola stessa è la prova della Sua Esistenza...