![]() |
Associazione Culturale scienze e Arti - Garbha Yoga A.s.d.
Via delle Costellazioni, 369 - Eur/Torrino - RomaTel/Fax. 06 5002712 Cell. 335 8249114 – 338 5461384 Email: info@garbhayoga.com |
| | | | | | |
![]() |
|
|
Swami RamaswarupanandaUn personaggio davvero singolare, Swami Ramaswarupananda! Dotato gi una grande giovialità, si potrebbe considerare un misto di grande e divertente capacità di Comunicazione, di alta Tecnologia informatica e di profonda Conoscenza filosofica...
Fine conoscitore della Bhagavad Gita, dello Yoga Vasishta e degli Yogasutra di Patanjali, nella più genuina tradizione della Filosofia vedantica, Swami Ramaswarupananda è inoltre un esperto insegnante di tecniche del Raja Yoga, specialmente Pranayama, Mantra e Meditazione. Nelle sue conferenze e "Satsanga" (discorsi con gli allievi) egli presenta l’attualità di un pensiero che volava alto già migliaia di anni fa in India riuscendo ad esporre una preziosa sintesi delle filosofie e religioni più antiche, dimostrandone la sostanziale identità. Una filosofia, questa, “nascosta” per secoli a noi occidentali che solo da un centinaio di anni, abbiamo iniziato finalmente a confrontare e integrare con i nostri più profondi insegnamenti spirituali, alla ricerca del superamento delle barriere culturali, raziali, ideologiche e religiose. Non poteva che essere così! E' stato, infatti, per 27 anni il fedele discepolo e assistente del suo Maestro, Swami Chinananda organizzando, grazie alle sue eccellenti qualità informatiche, molti dei viaggi intorno al mondo del Grande Maestro Spirituale. Swami Ramaswarupananda è stato, inoltre, per vari anni un eccellente insegnante nella Forest Accademy dello Shivananda Ashram di Rishikesh (India), fondato da Swami Shivananda; ormai da una decina di anni, seguendo le orme del suo Illuminato Maestro, egli continua a diffondere il messaggio dello Yoga e del Vedanta tenendo, a sua volta, conferenze in tutto il mondo, invitato dai suoi numerosi ed entusiasti discepoli. Riportiamo una sintesi di un suo più ampio discorso: Da un lato vede un Essere Glorioso, dall’altro vede simultaneamente l’aspetto complementare, terrificante, che tutto consuma e tutto distrugge, con un fiume di esseri viventi che cade nelle sue fauci per essere consumato e scomparire. Con la stessa costanza con cui la vita emerge, la morte consuma la vita. Allo stesso modo la vita può essere un processo creativo che in ogni momento ci dona qualcosa, innalzandoci, arricchendoci, e può divenire un progresso costante e continuo verso la Meta Suprema, la realizzazione di un più grande ideale. Ma se non è così, la vita usa e consuma l’individuo. Egli è per così dire trascinato via precipitosamente lungo il fiume, spinto qua e là: molto spesso se ne lamenta, talvolta pensa di essere perfettamente in grado di controllare la situazione. Questo è il mistero di Maya. Questo è ciò che viene chiamato "Kartritva abhimana" (l’ego di chi pensa di fare), di essere cioè colui che agisce.
Lasciamo quindi risuonare dentro di noi l’ideale upanishadico: "Uttishthata jagrata, prapiya varan nibhodata" (alzati, svegliati, avendo raggiunto il Saggio, ottieni l’illuminazione!). Allora ogni momento e movimento della nostra vita saranno una costante risposta al richiamo upanishadico facendo di noi dei veri ricercatori in cammino sul sentiero dello Yoga. Entrare, la prima volta nel lontano Natale del 1992, a Rishikesh, Swami Chidananda e il suo segretario personale Swami Ramaswarupananda, invitandoli a tornare in Italia, dopo tanti anni, per un importante Convegno Internazionale ad Assisi, nella primavera del 1993. Da allora ha seguito attentamente i loro personali insegnamenti invitandoli periodicamente presso il suo Centro di Via delle Costellazioni, 369 a Roma, per incontri e seminari di approfondimento nei vari campi della filosofia e della pratica Yoga. Sin da allora vari altri incontri si sono susseguiti e continuano ormai solo con Swami Ramaswarupananda; infatti, l'amatissimo Swami Chidananda Maharaj vive ormai gli ultimi giorni della sua intensa e santa vita terrena, ritirato presso le sorgenti del sacro Gange, ai piedi dell' Himalaya in attesa del suo "Mahasamadhi". |