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Associazione Culturale scienze e Arti - Garbha Yoga A.s.d.
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Ramana Maharishi
Chi era Bhagavan Sri Ramana Maharishi T.M.P. Mahadevan, uno dei più illustri filosofi indiani contemporanei, autore di molti libri sul pensiero induista e sull'Advaita Vedanta, e Direttore del Centro Studi Avanzati di Filosofia all'Università di Madras, si esprime eloquentemente parlandoci di Bhagavan Shri Ramana Maharishi (30 Dicembre 1879 - 14 Aprile 1950): "Attraverso la storia dell’umanità sono apparsi, in occasioni molto rare, giganti spirituali per esemplificare la più ‘Alta Verità’ e guidare i sinceri ricercatori, in ogni momento delle loro vite. Bhagavan Shri Ramana Maharishi fu quel gigante, unico nel nostro tempo, che personificò perfettamente la verità ultima della realizzazione del Sé, o completo assorbimento nel Supremo Sé-Stesso, l'Assoluto, Dio"...Che infine risulta essere il vero scopo dello Yoga! Shri Ramana Maharishi, il Saggio di Arunachala, viene considerato da molto tempo il più santo dei moderni asceti e mistici indù, nonchè uno dei più interessanti ed affascinanti. A soli diciassette anni, nel 1896, fu preso improvvisamente dall'invincibile impulso di visitare Tiruvannamalai e Arunachala, il grandioso Tempio di Shiva e la vicina Sacra montagna del Fuoco immutabile, nell' India del Sud, a molte miglia dalla sua residenza. Là incominciò una vita di contemplazione e, per diciassette anni, visse in una grotta che ben presto divenne meta di pellegrinaggi da ogni parte dell'India e del mondo. Alla grotta accorse gente d'ogni condizione sociale, dall'India all'estero: contadini, sadhu, scrittori e statisti. Tra coloro che fecero visita all'asceta vi furono Carl Gustav Jung, Sommerset Maugham, Arthur Osborne e Paul Brunton, i quali contribuirono a diffondere il suo insegnamento nel mondo occidentale. La filosofia di Ramana Maharishi spicca per la sua purezza e per la sua mitezza. Come San Francesco d'Assisi, egli amava gli animali e, si dice, esercitasse su di loro un potere sovrannaturale. Predicava che Dio, l'io individuale e il mondo sono indivisibili, e propugnava una vita di serenità, di non violenza, di silenzio interiore e meditazione.
Foto di gruppo alla Clark University (1909). Ramana Maharishi divenne un eminente rappresentante del più puro Advaita (corrente filosofica indù che afferma la non dualità, cioè Dio, Uno senza secondo dal quale emana l'Universo intero e tutti gli esseri). Ramana riafferma col suo esempio la validità del sentiero yoga che porta alla Ricerca del Sé (Atmavicàra) attraverso la diretta meditazione (introspezione) coscienziale, disponendo cioè la mente alla ricerca della propria origine per mezzo della continua meditazione e consapevolezza del "Conosci te stesso", "Chi sono io".
Il tempio di Tiruvannamalai risale al 750 d.C. e fu modificato fino al 1650 d.C. dalle Dinastie Chola, Chera, Pandiya, Hoysala, Rashtrakuta, Vijayanagara e Nayak. Le torri e le mura del Tempio sono piene di iscrizioni che narrano le donazioni e i restauri fatti da Re, Regine e Ufficiali. Si crede che il Lingam, simbolo dell'energia creatrice della presenza di Shiva contenuto nel Sancta Sanctorum, si sia manifestato per volere divino.
IL TEMPIO DI TIRUVANNAMALAI
Tiruvannamalai non è solamente un luogo di pellegrinaggio religioso, avendo soprattutto un profondo significato spirituale. Da secoli Arunachala è considerata come il maggior centro di energia spirituale in tutta l'India, da Avatara, Sadhus, veggenti e saggi. Venerata dai Saggi e dai popoli di tutte le ere, la montagna di Arunachala oltre agli Indiani, continua ad ispirare persone in tutto il mondo. Nel 1947, un Gruppo Arunachala fu fondato persino nel lontano Brasile. Oggi in tutti e cinque i continenti, sono presenti diversi gruppi di sadhaka (aspiranti spirituali) e ashrams, eremi, luoghi di ritiro. Nel suo Raja Yoga Patanjali ci ricorda il Japa, la ripetizione del Soh...Ham, raccomandata anche da Ramana Maharishi per la realizzazione del Sé! Per Shri Ramana il Sé è pura Coscienza infinita senza dualità, la quale si "riflette" nell'autocoscienza jivaica (il sé individuale) e nel contenuto mentale; per cui solo "retrocedendo" dagli oggetti-pensieri possiamo portare la mente al sereno silenzio onnicomprensivo del Sé superiore, divino ed ivi permanere costantemente, sia nella quiete che nelle varie attività della vita nel mondo. Non ci resta che praticare Soh...Ham, abinando queste due paroline alle nostre fasi respiratorie, consapevolmente!
(Roberto Mattei ospite all'Ashram del Santo Ramana Maharishi con un gruppo di pellegrini indiani, nel Natale del 1988; l'Ashram è vicinissimo al grandioso Tempio di Shiva - Tiruvannamalay - che visiteremo nel nostro prossimo viaggio di Natale in India 2011/12)
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