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Sri Aurobindo

ARAVINDA GHOSE nacque a Calcutta il 15 agosto 1872. Il suo nome, che in lingua bengali significa "loto", fu presto anglicizzato in ‘Aurobindo’ ed è con questo nome che viene conosciuto.

Sri Aurobindo aveva adottato nella sua vita il principio di affidarsi completamente solo al Divino e alla sua guida, sia nella pratica spirituale che nelle azioni esteriori.

L'obiettivo di Sri Aurobindo non era soltanto quello di ascendere, ma quello di scendere nella materia. La sua non è stata una fuga nella pace eterna ma la TRASFORMAZIONE DELLA VITA E DELLA MATERIA, a cominciare da quella parte di vita e di materia che ognuno di noi rappresenta.

Nel 1914 Sri Aurobindo fondò il mensile filosofico bilingue "Aria", nel quale pubblicò in pochi anni buona parte delle sue opere (19 libri in 7 anni).

Dal 1920 Mirra (chiamata in seguito Mère, La Madre) si stabilì definitivamente a Pondicherry, accanto a Sri Aurobindo, per collaborare con lui a svolgere la sua ‘opera’.

Nel 1926 Sri Aurobindo si ritirò in profonda meditazione per meglio proseguire il lavoro spirituale, per "elaborare ogni cosa", lasciando la responsabilità e la cura dell’Ashram a Mère.

Nel frattempo continuò a scrivere e rivedere le proprie opere; in particolare, negli ultimi anni, si dedicò alla stesura di Savitri, un poema di 23.813 versi, il più lungo mai scritto in inglese, che racchiude tutti i temi della sua opera ed esperienza.

Il poema venne terminato nel 1950, anno in cui, all’età di 78 anni, Sri Aurobindo lasciò il corpo.