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Associazione Culturale scienze e Arti - Garbha Yoga A.s.d.
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L'IndiaL'India è forse, per noi, il più "esotico" dei grandi paesi orientali, quello comunque in cui le tradizioni sembrano meglio conservate.
Innanzitutto notiamo come questa vasta Nazione, che da sola occupa quello che un tempo era un continente a sé stante, non ci sia del tutto sconosciuta. Chi non si è fatto una sua "piccola idea" sull'India? Un tempo era l'India favolosa, la terra dei maharaja, un paese da Mille e una notte. Oggi è l'India straziata dalla fame, una mendicante con un bimbo dal ventre gonfio. E, da sempre, è la terra degli dei, delle meditazioni, delle scuole di saggezza.
Per i meno giovani l'India era anche Il libro della giungla, era Kim. Ma per la nuova generazione, per quelli che si tengono aggiornati, l'India vuol dire Ravi Shankar, i Beatles, le nuove tecnologie informatiche... "Ci sono le mie Indie… le vostre… queste…quelle…" dice un personaggio del Viceconsole di Marguerite Duras.
Ognuno ha la sua "India", persuaso che sia la sola autentica: una Nazione in preda a difficoltà economiche insormontabili, una musica che soggioga, la liberazione suprema... C'è l'India "buona": quella degli ashram o comunità spirituali, della non-violenza, dello yoga; c'è quella "cattiva" delle caste, delle bidonvilles . Ah! queste caste… sono alla base di tutte le sventure del paese, esse sole impediscono all'India di risollevarsi, cioè di diventare una Nazione industrializzata... ma qualcosa sta cambiando! Infatti oggi si parla di un’India più evoluta, tecnologica e sempre più turistica.
In poche parole, l'India ci permette di avere la coscienza tranquilla: da qualunque parte la si affronti, ci rassicura. Innanzitutto è la controprova dell'efficienza occidentale: se da loro va tutto male, non devono fare altro che imitarci: che si scuotano, dunque! Poi permette alle anime buone di placare le loro smanie di carità. Infine, ricorda ai "non conformisti" che esiste ancora, in un mondo altrimenti sconvolto, un' oasi di saggezza. Dunque, ognuno vi trova il proprio tornaconto. Ma coloro che l'osservano un po' più da vicino cominciano a rendersi conto che le cose non sono poi così semplici. La saggezza, senza dubbio, la si trova in alcuni ashram, senza dubbio impregna i gesti lenti e pieni di dignità dei contadini inconsapevoli. Ma dove si incontrano mercanti più rapaci, una società più spietata che in India?
Quanto alla povertà, altro elemento presente nel quadro, è più che evidente che non tocca tutta la popolazione e che le sue cause non possono essere ridotte alla sola esistenza del sistema delle caste: uno studio più attento dell'economia, della società e della storia indiana ci rivela che le difficoltà attuali hanno origini molto diverse e talvolta radicate nel tempo, per esempio le razzie perpetrate per secoli da parte di altri popoli conquistatori. Comunque sia, un approccio un po' più serio alle realtà dell'India ci indurrà forzatamente a giudicare con maggiore modestia, a ostentare una minore baldanza e sicurezza. Fonte: INDIA, collana Les Grands Voyages diretta da André Balbo, Edition Centre Delta, in italiano proprietà letteraria della SugaCo Edizioni S.r.l., Milano Italia. |